Le catene del potere. Remo Bodei a Napoli

La democrazia è ovviamente una cosa imperfetta. Remo Bodei in un suo intervento a Napoli, Castel dell’Ovo il 21 di maggio nel trattare il tema del “Destino della democrazia” parla di populismo come di un concetto camaleontico. Bodei   nel Domenicale del Sole 24ore del 17 maggio dà una interpretazione di qesto concetto riferendosi a una realtà nazionale e internazionale più ampia, ovviamente , di quella cui mi riferisco io. Bodei inoltre, e qui il suo dire mi piace particolarmente, cita Hannah Arendt ela sua metafora delle catene del potere. Immagine poetica quanto attuale. Un grazie al professor Bodei per avercela ricordata. Le catene di seta cui fa riferimento Arendt sono quelle non percepite spesso invisibili, a volt e diventano monili, belle da vedersi o dolci da sentire. Ci abituiamo a questa sensazione, ci stiamo bene.
La politica locale amministrativa lo fa spesso di utilizzare questo tipo di catene. Accontenta il singolo in una sorta di clientelismo amorevole. Tanti singoli in una sorta di clientelismo diffuso. Non ha una visione di prospettiva. Non lo fa perchè è il modo che adotta per ottenere consenso, per raccogliere voti. E non si chiede di contro quanto consenso e quanti voti perde. La politica, quella locale, perchè in fondo è quella che governa le Città ,i territori, gli ospedali, l’istruzione etc., dovrebbe riflettere su questo, guardare oltre, non limitarsi a pensare solo al voto di scambio, deve anche rischiare, avere coraggio. Non mettere più catene di seta. Allora è meglio avere catene di ferro perchè quelle le vedi, le senti e allora è persino più facile difendersi.
E dobbiamo anche difenderci dalla “democrazia come involucro vuoto”, come mette in guardia Bodei perchè quella non è democrazia

dietro le quinte

Avete mai pensato a cosa succede in un ufficio pubblico che si occupa di cultura? Fino a 5 anni fa avevo in mente che fosse bellissimo, anzi curioso e anche un po’ di potere. Potere pensare a una cultura trasversale per tanti. Forse non per tutti. Ma per tanti si. E sarebbe possibile. Ma la……..burocrazia! Che strana organizzazione. Mi piacerebbe sapere cosa se ne pensa e confrontare i vari territori e sapere cosa si fa in Europa o in giro per il mondo.